idéntita
Come
un tarlo nella mente è la domanda su “chi sono”.
La
ricerca pittorica sull’identità parte da un bisogno, non tanto interiore ma
sociale che inevitabilmente scava nel più profondo di me stesso e della mia
storia e continuamente mi chiede delle risposte, dei posizionamenti critici
all’interno della società, che possono variare a seconda delle risposte che io
mi do.
L’idenità
non è una questione intima o soggettiva ma sociale e di appartenenza, che
travolge inevitabilmente l’individuo in un costante confronto trà se stesso e i
suoi simili… o diversi. Sembra una richiesta che sempre più l’individuo compie
nei confronti di se stesso, un posizionamento continuo che ricorda il
navigatore GPS sempre pronto a correggere le proprie coordinate satellitari.
Definire
se stessi o un’entità riconoscibili attraverso un insieme di qualità e
caratteristiche che le distingue dal resto.
Nei
tempi della globalizzazione selvaggia diviene fondamentale e imprescindibile
“IDÉNTITARE” se stessi. Solo sapendo cosa ci distingue dal resto, o ci accomuna
al resto sentiamo di esistere, e la ricerca della propria identità diviene una
costruzione artificiale del nostro Io, un’invenzione… comunque una questione di
bordo.
Indagazio
Indagando il corpo indaghiamo la mente.
L'indagine scientifica aiuta a capire la natura ma contemporaneamente
fa riaffiorare il vissuto che diviene storia. Il peso del trascorso
altera la comprensione oggettiva del corpo e dei suoi organi, che
inevitabilmente sono il risultato di una vicenda umana e di una
vicenda naturale.
COLORES True colours of Art_Active Hotel Olympic & Galleria Arte Boccanera
Giorgia Lucchi con Rosa Carpano dell'Active Hotel Olympic di Vigo e Claus Soraperra durante la presentazione di COLORES True colours of Art.
Il progetto espositivo Vacanzarte nasce dalla sensibilità spiccata per l'arte ed il turismo di Rosa Carpano che con la presenza di Willy Verginer e Claus Soraperra guinge alla sua seconda edizione. Il percorso espositivo affidato all'instancabile gusto estetico di Giorgia Lucchi della Galleria Arte Boccanera di Trento presenta nella hall le opere pittoriche di Soraperra per concludersi con le sculture di Verginer nel centro wellness.
Oxygen (the project)
Oxygen
(H2O
the return)
Dòlaondes Wellness Center –Canazei
15.06.2013
-20.09.2013
L’impegno
che da anni porto avanti ha come obiettivo la divulgazione
artistica
in una società a vocazione turistica.
Il
ciclo Oxygen
nasce
dalle recenti frequentazioni del nuovo Centro acquatico, dove
settimanalmente mi cimento con il nuoto e famigliarizzo nuovamente
con l'acqua. Già le prime uscite mi riportarono alla luce la
terribile esperienza dell'annegamento, vissuta nella mia infanzia, ma
ben presto accanto a questi ricordi si affiancarono delle strane
sensazione, che l'acqua nella sua densità mi riportò alla memoria.
L'avolgente
presenza dell'acqua attorno al mio corpo, la presenza cupa di suoni e
rumori e l'incapacità umana di respirare e vivere dentro segnarono
il limite della mia natura umana.
La
presenza affascinante dell'acqua (H2O)
antitesi dell'ossigeno (Oxygen), ricalca il processo evolutivo
dell'essere umano, che a tratti fa riaffiorare la paura di morire
soffocato, ma che mantiene al suo interno il calore, la tenerezza e
la sicurezza di quel ventre materno, del desiderio di ritorno alla
prima mia dimora, permeata di liquido
amniotico.
L
cicle Oxygen
nasc aldò del temp passà a noder vigni setemena alò te la nodadoa
neva, olache m'é indò scontrà co l'ega. Sobito, l'ega m'à fat
viver indò da nef i recorc canche da bez é zedà de arneer. Me
belprest chesta cutia s'à desfanteà orian i recorc a la sensazions
che l'ega coscita tocia me dajea.
L
ciaut braciacol de l'ega che strenc mi corp, l audir sons te l'odech
e rumores sorc apede jù l'incapazità de arfier e viver laite a
belimpont segnà l'ardinier de mia natura umena.
L'esser
te l'ega (H2O) contra l'esser te l'ossigen (Oxygen) recorda la storia
de l'evoluzion de l'om, fajan vegnir tel cef la poura de morir sofoé,
ma mantegn tel sie daite l ciaut, la doucia aura e segureza del
gremin de mia mere e l dejiderie de retorn a mia pruma cesa,
empienida de l'ega
de lamere.
L’esperienza
vissuta ha portato alla gestazione di un’installazione artistica
che ha come soggetto la nascita, il trapasso dall’ambiente liquido
a quello gassoso, ovvero il ritorno poi, attraverso le sensazione che
l’acqua rigenera in noi ad uno stato prenatale. Accanto a tre opere
pittoriche che evocano i tuffi di Klaus Dibiasi ci saranno degli
schermi dove scorerranno parole chiavi come oxygen e H2O
ed un audio di sottofondo con i primi gemiti della nascita.
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